TEATRO DELLA MARUCA: MEMORIE DALLO JONIO

LO SPETTACOLO

Sulle coste desolate del Mar Jonio, immersi nel silenzio tra i colori della macchia Mediterranea, è divenuto sempre più raro assistere a quel miracolo che avveniva tra i pescatori e il mare, un fenomeno che veniva indicato col il termine “Bollari”.

Una parola antica tradotta nel suono gutturale dei pescatori per annunciare l’avvistamento dei tonni a largo delle coste, un urlo di gioia a cui seguivano lanci e fragori di bombe in mare, una pratica illegale diffusa tra i pescatori dello Jonio al fine di ricavare più pesce possibile in poco tempo e sopperire ai lamenti dello stomaco. Lo spettacolo narra la contesa di mare tra due anziani pescatori e le vicissitudini di quella che fu la “Cecella”, il miglior peschereccio dello Jonio, negli anni del fascismo fino alle porte della seconda guerra mondiale. Tratto da racconti orali di anziani calabresi, “Bollari” è una storia di mare che si chiude sopra il deserto dei valori di un mondo travolto dal regime e dalla guerra.

La recitazione è scandita dalla respirazione e dalla gestualità ricercata, dalla musicalità di una lingua, arcaica, poetica e comprensibile a tutti di fronte alla quale è impossibile non farsi travolgere e affascinare. Come sottofondo il rumore languido della spuma del mare, quel mare di gioie e di dolori, su cui si riversano la fame e la miseria del tempo. Quel mare su cui i personaggi rinnovano il proprio spirito e battono i remi – forse - alla conquista della propria libertà. Una narrazione misteriosa e suggestiva come fiabe d’altri tempi, in una lingua che inventa se stessa nel dipanarsi degli eventi, dove tutto si traduce in parola.

 

NOTE DI DRAMMATURGIA E REGIA

Da anni raccolgo e appunto storie di anziani della mia terra. La cosa che più mi sorprende sono le immagini nitide, rimaste impresse dall’età di 5-6-8 anni nella memoria di questi signori che ho ascoltato, interrogato, a volte rubato di nascosto. Altra cosa meravigliosa è la musica con cui questi fatti sono raccontati: ogni volta che ritorna alla memoria vengono rievocati con gli stessi gesti e le stesse parole, come se fosse un rito. Bollari è un suono della Calabria, è un grido d’amore. Tra la sofferenza, la fame e gli stratagemmi mortali per la sopravvivenza ciò che rimane a questi uomini è l’emozione dei Bollari, il banco di tonni, che per pochi secondi affiora a pelo d’acqua nei mesi estivi, facendola friggere, bollire per l’appunto, un’immagine che ha rappresentato speranza per le famiglie dei pescatori sfiancati dalla povertà e dalla guerra. La drammaturgia e messa in scena dello spettacolo riproducono originali partiture musicali e gestuali, fedeli appunto alle pulsioni emotive dei cunti dei pescatori calabresi.

 

IL PROGETTO

Il lavoro della compagnia Teatro della Maruca resta fedele a un tipo di teatro che sta nel pubblico con un certo tipo di sacrificio. In questo caso la ricerca si muove nei confronti del passato con un atteggiamento vitale, dettato da una curiosità onnivora, che guarda in tutte le direzioni, senza paraocchi.

La tradizione dunque vive nella contemporaneità, perché capace di raccontare il vivere quotidiano di chiunque. “Bollari: memorie dallo Jonio” sembra voler strappare all’oblio la tradizione calabrese, un patrimonio unico nella sua specificità poiché immateriale. Tra la Campania e la Sicilia in mezzo ci sta la Calabria la cui identità sembra essere scomparsa nell’abisso, in un profondo buco nero. Eppure c’è ancora chi racconta, sono pochi, decimati dall’indifferenza, travolti da una cultura vuota che spinge a diventare ciò che non siamo. Eppure sulle rive dello Jonio tra i gozzi e le reti ammassate c’è ancora chi tramanda il sapere, o meglio gli avvenimenti utili allo spirito di coloro che verranno e/o saranno. Sono “Aedi” dell’ultimo secolo, dal volto scavato, stanco di rughe, hanno il dono di raccontare per sintesi, per catene di immagini suggestive che non possono essere lette singolarmente ma soltanto nel loro insieme complesso fatto di gesti, ritmi, ripetizioni. Un patrimonio “letterario” che vive solo in un filo diretto che passa da bocca a bocca. Ciò che rimane è un tappeto musicale che accompagna lo spettatore per mano in una Calabria autentica, lontana geograficamente, ma vicina a tutti poiché profondamente umana.


Teatro della Maruca | BOLLARI - “Memorie dallo Jonio”

Di e con Carlo Gallo - Con la collaborazione artistica di Peppino Mazzotta

Costumi: Angelo Gallo

CRITICA

“Il giovane ed ispirato Carlo Gallo che nella sua narrazione rigogliosa e misterica racchiude una storia di mare e di povertà... di uomini come sardine che sfidano il largo per conquistarsi il pane e la dignità.”

[REPUBBLICA - di Valentina De Simone]

“Bollari: piccola perla di semplicità… Eccolo il miracolo, per cui tutti, dai bambini a terra in attesa a noi in teatro, si rimane inevitabilmente stregati.”

[TEATRO E CRITICA – di Viviana Raciti]

“La narrazione di Gallo tra l'italiano dei fatti narrati e il significante bellissimo dialetto di quelli evocati è intensa e commovente, tutta tesa nella memoria dei piccoli e grandi avvenimenti di quei tempi, raccolti sul campo dai ricordi degli anziani, una narrazione dove anche i pesci hanno sentimenti.”

[HYSTRIO – di Mario Bianchi]