TEATRO DELL’ASTRAGALO: DAFNE NON PENSARE

Dafne è un’attrice che ha ormai superato i quarant’anni e che intrattiene un rapporto “anomalo” con un bonsai che lei chiama Peter (come Peter Pan). Dafne infatti lo tratta a volte come fosse un figlio, a volte come un suo giovane amante. La protagonista mostra al bonsai una scatola misteriosa, che tira fuori dalla valigia, sostenendo che in questa vi sia una sostanza portentosa che di li a poco avrebbe cambiato le loro vite. Poi inizia a raccontare la sua storia ad uno sconosciuto che se ne sta seduto sulla panchina, aspettando il tram. Ma di tanto in tanto interromperà ilracconto per tornare in casa a curare il suo bonsai e a tenere sotto controllo la misteriosa scatola. In particolare Dafne racconta allo sconosciuto la sua storia d’amore con Apollo, che è un quotato regista. Inizia parlando del grande amore sbocciato, nel corso di un provino, tra lei e Apollo, un amore ideale e fondato sulla corrispondenza artistica e intellettuale. Ma, di lì a poco, la storia finisce nel peggiore dei modi, quando Apollo decide di lasciarla. La prima parte dello spettacolo si conclude con il racconto disperato di Dafne del giorno in cui Apollo le comunicò la sua intenzione di lasciarla. Nella seconda parte Dafne racconta il periodo successivo all’abbandono, quello che lei considera l’inutile sopravvivenza della vita alla propria illusione. Alla fine, comunica allo sconosciuto la sua decisione drastica: quella di fermare il tempo e di restar eternamente giovane come il suo bonsai. Il come lo si capirà solo alla fine, quando verrà svelato il contenuto della scatola che innescherà la metamorfosi.


Scritto e Diretto da Ciro Lenti con Stefania De Cola

Luci Eros Leale

Voce Off Paolo Mauro

con la collaborazione di Rita Zangari